La storia della Chiesa di San Biagio a Galatina
- Consigli di Viaggio
- 9 Marzo 2025
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Autore Foto Raimondo Rodia
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La storia della Chiesa di San Biagio a Galatina
La Chiesa di San Biagio a Galatina è un emblema di una storia complessa che intreccia religione, potere e tradizioni. Originariamente dedicata, insieme al vicino convento olivetano ormai scomparso, a Santa Caterina Novella, la sua denominazione era volta a distinguerla dalla più antica e celebre Basilica di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto. Questo legame con Santa Caterina evidenzia il ruolo centrale che questa santa ebbe nella devozione locale.
Nel 1507 si conclusero anni di dispute tra due ordini religiosi di rilievo: gli Olivetani, noti anche come Benedettini del Monte Oliveto (provincia di Siena) e i Francescani. L’accordo raggiunto prevedeva il ritorno dei Francescani al possesso della basilica e del convento adiacente, mentre agli Olivetani veniva riconosciuto il diritto di amministrare i beni dell’ospedale di Santa Caterina. Questo ospedale rappresentava un’istituzione autonoma, economicamente sostenuta dalle tasse provenienti da diverse località, tra cui Aradeo, Bagnolo del Salento, Torrepaduli e antichi casali come Petrore, Santa Costantina e Sfalongano. Alcuni di questi territori corrispondono oggi a zone come Cenate e Santa Caterina (marina di Nardò).
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Gli Olivetani, chiamati “Bianchini” a Galatina per le loro vesti candide, decisero di stabilirsi fuori dalle mura cittadine a partire dal 1507. Qui costruirono una nuova chiesa e convento, dando vita a un nuovo centro spirituale e comunitario. La loro presenza lasciò una profonda impronta culturale e religiosa nella città, perpetuando un rapporto di collaborazione e rivalità con gli altri ordini.



