Ipogeo di Torre Pinta – Otranto
- π Otranto (LE)
- 13 Marzo 2025
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Salento il Protagonista
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Ipogeo di Torre Pinta β Otranto
A Otranto, immerso nella suggestiva Valle delle Memorie, si trova l’ Ipogeo di Torre Pinta, un luogo di straordinario fascino e mistero. Scoperto nel 1976, questo sito archeologico rappresenta un esempio unico di architettura ipogea, intrecciando elementi di diverse epoche storiche e culture.
L’Ipogeo di Torre Pinta si distingue per la sua pianta a croce latina regolare, con tre bracci orientati a Ovest, Est e Sud, mentre il braccio lungo, una galleria di 33 metri, Γ¨ orientato a Nord. Questo corridoio, un tempo coperto, ha perso la sua volta originaria ma conserva ancora un’atmosfera suggestiva.
Tutte le nicchie e l’ampio corridoio dal basso soffitto, presentano profonde incisioni provocate dalle unghie dei colombi. Se si osserva con piΓΉ meticolositΓ , si noteranno alcuni particolari che rimandano direttamente alla cultura messapica: un forno utilizzato per la cremazione o per i sacrifici, centinaia di cavitΓ adoperate come urne cinerarie e un sedile in pietra collocato lungo le pareti, utilizzato da questo popolo, secondo la loro usanza, per deporre i defunti seduti.
L’origine messapica di tale struttura costituisce oggi l’ipotesi piΓΉ accreditata.
La scoperta dell’ipogeo risale ad agosto 1976, grazie all’architetto milanese Antonio Susini, che concluse che le numerose nicchie presenti erano utilizzate per allevare piccioni dai proprietari della vicina masseria. La posizione strategica del sito suggerisce che si trattasse di colombi viaggiatori, utili per le comunicazioni militari del comando borbonico di presidio in Terra d’Otranto.
Susini, meravigliato dalla mancanza di reperti archeologici come monete o vasi, sottolineΓ² che le nicchie sovrapposte lungo tutte le pareti e la volta potrebbero aver custodito urne cinerarie.
Sovrastante l’ipogeo, la Torre Pinta fu edificata nel XVII secolo, probabilmente su un insediamento cristiano preesistente. La torre, caratterizzata da guglie di ispirazione saracena, subΓ¬ numerosi rifacimenti nel tempo, mantenendo perΓ² il suo fascino medievale. Dettagli come le “palle turche” decorative conferiscono ulteriore fascino a questa struttura.



