Frantoio Ipogeo di Largo San Vito – Veglie
- Consigli di Viaggio
- 18 Dicembre 2025
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Salento il Protagonista
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Frantoio Ipogeo di Largo San Vito – Veglie
Dopo l’inaugurazione ufficiale di mercoledì 17 dicembre, l’ipogeo di Largo San Vito torna a essere uno dei luoghi più significativi della memoria vegliese, finalmente restituito alla comunità grazie a un importante intervento di recupero finanziato dal Gal Terra d’Arneo. Un sito che non è solo architettura sotterranea ma un vero scrigno di storia, lavoro e identità.
L’ipogeo di Largo San Vito risale con ogni probabilità tra il XV e il XVII secolo, periodo in cui i frantoi sotterranei erano diffusi in tutto il Salento. La scelta di scavare nel banco roccioso non era casuale: la profondità garantiva temperatura costante, ideale per la lavorazione delle olive e offriva protezione in epoche segnate da incursioni e instabilità.
All’interno, la vita era scandita da ritmi duri e continui. Le squadre di lavoranti – trappitari, molitori, addetti alle presse – operavano per settimane senza sosta. La vasca per la molitura, le nicchie per le lucerne, gli spazi di riposo e gli ambienti di servizio raccontano ancora oggi un mondo fatto di fatica, ingegno e solidarietà, dove il frantoio era non solo luogo di produzione ma anche di accoglienza e riparo.
Oggi, dopo un attento restauro, l’ipogeo torna leggibile in ogni suo dettaglio: la vasca originaria, gli ambienti scavati nella roccia, le tracce delle antiche presse. Un percorso che permette di comprendere come l’olio – risorsa preziosa per alimentazione, illuminazione e commercio – fosse al centro dell’economia locale.
L’ipogeo di Largo San Vito, ora nuovamente fruibile, diventa così un punto di riferimento per la memoria collettiva: un luogo che non si limita a raccontare il passato, ma che restituisce alla comunità un senso profondo di appartenenza e continuità.



