AMP Capo d’Otranto – Un progetto che divide
Salento il Protagonista
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AMP Capo d’Otranto: cosa prevede il progetto e perché divide il Salento
L’istituzione dell’Area Marina Protetta (AMP) tra Otranto e Santa Maria di Leuca è uno dei progetti ambientali più rilevanti degli ultimi anni per il Salento. La relazione tecnico‑scientifica ISPRA (2016–2025) ricostruisce un percorso lungo, fatto di studi ambientali, incontri con i Comuni, tavoli tecnici con pescatori, diving, operatori turistici e associazioni.
La proposta attuale prevede una zonazione in Zone A, Bs, B e C, con diversi livelli di tutela, basata su habitat sensibili (coralligeno, Posidonia, grotte sommerse), presenza di specie protette come la foca monaca, e analisi degli usi del mare.
Accanto all’entusiasmo per la tutela del patrimonio naturale, emergono però anche dubbi e timori da parte di associazioni e operatori locali.
✅ I potenziali benefici dell’AMP
Secondo ISPRA e molte associazioni ambientaliste, l’AMP potrebbe portare:
1. Tutela degli habitat più fragili
• Grotte sommerse uniche (Zinzulusa, Romanelli, Ciolo, ecc.)
• Praterie di Posidonia e biocostruzioni coralligene
• Zone idonee alla foca monaca, specie in ritorno nel Mediterraneo
2. Recupero delle risorse ittiche
Le AMP italiane mostrano spesso:
• aumento della biomassa
• ritorno di specie pregiate
• benefici indiretti anche per la pesca professionale (effetto “spillover”)
3. Valorizzazione turistica sostenibile
• percorsi di snorkeling e diving regolamentati
• promozione del territorio come destinazione naturalistica
• maggiore qualità delle acque e delle coste
4. Coordinamento degli usi del mare
La zonazione aiuterebbe a gestire:
• pesca
• turismo marittimo
• subacquea
• navigazione
• aree sensibili
❌ I dubbi e le criticità sollevate sul territorio
Molti operatori locali, in particolare pescatori e imprese turistiche, esprimono preoccupazioni:
1. Restrizioni alle attività tradizionali
• timore di limitazioni alla pesca professionale e ricreativa
• incertezza sulle regole definitive
2. Impatto economico nel breve periodo
• possibili riduzioni di reddito per alcune categorie
• necessità di compensazioni e misure di accompagnamento
3. Complessità burocratica
• timore di un aumento di vincoli e autorizzazioni
• dubbi sulla reale capacità gestionale dell’AMP
4. Perplessità sulla zonazione proposta
Alcune associazioni chiedono:
• maggiore coinvolgimento dei territori
• revisione delle zone A e Bs
• più chiarezza sulle attività consentite
Un progetto che richiede equilibrio
La relazione ISPRA mostra un lavoro tecnico molto approfondito, ma la fase decisiva sarà quella politica e partecipativa: trovare un equilibrio tra tutela ambientale, sostenibilità economica e accettazione sociale.
L’AMP può diventare un’opportunità straordinaria per il Salento, ma solo se costruita insieme alle comunità che vivono e lavorano sul mare.
È nato il comitato CAMPOL
A testimonianza del fermento sul territorio, è stato costituito il CAMPOL – Comitato Zonazione Area Marina Otranto-Leuca, con l’obiettivo di migliorare la proposta di zonazione dell’AMP.
Il comitato chiarisce che non è contrario all’istituzione dell’AMP, ma intende promuovere il dialogo con le istituzioni per far emergere le criticità del progetto e raccogliere le opinioni dei fruitori del mare, al fine di raggiungere una sintesi condivisa.
Un progetto da costruire insieme
La relazione ISPRA mostra un lavoro tecnico molto approfondito, ma la fase decisiva sarà quella politica e partecipativa: trovare un equilibrio tra tutela ambientale, sostenibilità economica e accettazione sociale.
L’AMP può diventare un’opportunità straordinaria per il Salento, ma solo se costruita insieme alle comunità che vivono e lavorano sul mare.
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