Alla scoperta del misterioso luogo tra Maglie e Morigino: Il mistero delle statue scolpite

 Alla scoperta del misterioso luogo tra Maglie e Morigino: Il mistero delle statue scolpite
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Nascosto tra Maglie e la sua frazione, Morigino , si trova un luogo molto singolare e misterioso : un piccolo appezzamento di terreno  con rocce affioranti chiamate “cuti” in dialetto locale. Questo luogo, seppur ricoperto dai rovi, rivela interessanti tracce lasciate da uno scultore, presumibilmente dell’800 o dei primi del ‘900. Secondo gli anziani del posto,  i ricordi scorrono nel passato, ma una certezza su queste misteriose figure artistiche non è mai stata fornita. Infatti non è, ad oggi, noto nè il nome dello scultore nè chi avesse e perchè commissionato queste opere. Resta quindi a Morigino un angolo di suggestione e bellezza nell’incontaminata campagna salentina che non smette mai di regalare sorprese e luoghi incantevoli !

Al centro di questo piccolo appezzamento di terreno si erge una casa colonica risalente alla prima metà del ‘900, come indicato dalla data del 1930 sull’architrave d’ingresso. Nonostante l’abbandono, la macchia mediterranea e i rovi hanno protetto discretamente i segreti scolpiti nella pietra leccese.

Le sculture:
Sulle rocce circostanti, all’interno di questo agro di terreno, delimitato da bassi muretti a secco diruti, si possono osservare diverse sculture. Si possono individuare : un coccodrillo, o forse un  grosso geco tipico della fauna locale, un serpente e diverse figure umane. Tra queste ultime, si trovano raffigurate : una donna distesa dormiente con un cuscino litico su cui è scolpito un trullo in miniatura; a seguire, un corpo di bimbo disteso come se dormisse; poi un’altra figura di donna con gonna lunga in posizione carponi e infine un uomo e una donna adulti distesi supini con caratteristiche distintive come baffi e le mani congiunte oranti sul petto. Inoltre, vi sono scolpite anche rappresentazioni di calici eucaristici decorati con ostie raggianti, uno scheletro disteso supino, un volto di donna con acconciatura particolare, vasche e vasi scolpiti in alto rilievo e addirittura una lapide-tomba con l’effigie di un viso e un’iscrizione che recita: “Felice chi non ha storia”. Insomma un insieme di arte e mistero !

Ipotesi sull’artista:
Nonostante l’assenza di informazioni concrete sull’identità dello scultore, durante un sopralluogo effettuato da alcuni studiosi, sono state fatte alcune ipotesi sulla sua personalità. Dall’analisi delle opere, emerge il profilo di un uomo vissuto alla fine dell’Ottocento, legato alla sua famiglia e di fede cristiana cattolica. Le rappresentazioni dei calici eucaristici e delle ostie raggianti suggeriscono una profonda fede religiosa. Tuttavia, le figure dell’uomo e della donna distesi supini, insieme allo scheletro e all’epitaffio sulla lapide-tomba, indicano una tristezza e una riflessione sulla morte. Infatti l’iscrizione “Felice chi non ha storia” potrebbe suggerire una visione esistenzialista ed ermetica, mettendo in risalto il peso di ricordi dolorosi e di tragedie vissute dallo stesso autore 

Preservazione e studio:
Nonostante il luogo sia stato da lungo tempo abbandonato e la natura stia lentamente reclamando quegli spazi, è stato possibile documentare fotograficamente queste opere d’arte grazie agli sforzi di studiosi e appassionati come Franco Belviso e l’autore dell’articolo stesso. Si auspica che in futuro possano essere fatte ulteriori ricerche e studi per scoprire di più sul misterioso scultore e sul suo lavoro, al fine di preservare e valorizzare questo patrimonio artistico unico in modo tale da farlo conoscere sia al visitatore che agli stessi salentini che ancora ne sono ignari.

Conclusione:
Il luogo misterioso tra Maglie e Morigino, con le sue sculture in pietra leccese, rappresenta ,quindi, un affascinante enigma artistico. Le tracce lasciate dallo scultore, con i suoi simboli religiosi e le chiare allusioni alla morte, offrono uno spunto di riflessione sulla vita e sulle esperienze umane. Nonostante l’identità dell’artista rimanga avvolta nel mistero, il suo particolare lavoro testimonia il profondo connubio tra la famiglia, la fede e i dolori dell’esistenza umana.

È importante che questo luogo venga preservato e studiato adeguatamente per garantire la salvaguardia di questo patrimonio artistico unico. Speriamo che futuri studiosi, appassionati e le autorità locali competenti, si impegnino nella conservazione e nella valorizzazione di questo luogo affascinante, che rappresenta una testimonianza tangibile dell’arte e della storia della regione.

In conclusione, il luogo tra Maglie e Morigino, con le sue rocce affioranti e le tracce lasciate dallo scultore, rappresenta un’opportunità per immergersi in un’esperienza misteriosa e affascinante. Le sculture in pietra leccese, nonostante il passare del tempo e l’abbandono, continuano a suscitare interesse e curiosità facendosi faticosamente spazio tra la natura incontaminata, sperando che anche le future generazioni rimangano affascinate da questo posto incantato!

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